Averogh tanta tèsta cme ’na pasra garganéla…
Celebre raffinata e patetica poesia intrisa di malinconia
Ricordi suscitati dal ferragosto e dal tempo che passa
Bellissima e antica fiaba della Sassonia
Esiste una ricetta più tradizionale di questa?
Massime dedicate da Renzo Pezzani alla Corale Verdi
Cana ’d védor è un originale modo di dire per indicare una persona sfaticata, scansafatiche, un fannullone; talmente svogliata da ritrovarsi incapace di piegare la schiena per svolgere un’attività. Spina dorsale: filón ’dla schén’na, càna. Se questa è di vetro è rigida e non permette di flettersi: un’iperbole fantasiosa e interessante.
12.08.2022