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La battuta: Il trapianto

Averogh tanta tèsta cme ’na pasra garganéla…

12.08.2022

Poeti e Poesie:
La siora marchesa
di Renzo Pezzani

Celebre raffinata e patetica poesia intrisa di malinconia

12.08.2022

Voci dalla provincia: Feragòsst di Paolo Terenziani

Ricordi suscitati dal ferragosto e dal tempo che passa

12.08.2022

La fiaba: Al pifarär magich

Bellissima e antica fiaba della Sassonia

12.08.2022

La ricetta: Cunì ala casadóra di Cristina Cabassa

Esiste una ricetta più tradizionale di questa?

12.08.2022

Prosa dialettale:
Aforismi musicali (masimi muzicäli)

Massime dedicate da Renzo Pezzani alla Corale Verdi

12.08.2022

Cana d’ vedor
dagli Stranomm di Maurizio Landi

Cana ’d védor è un originale modo di dire per indicare una persona sfaticata, scansafatiche, un fannullone; talmente svogliata da ritrovarsi incapace di piegare la schiena per svolgere un’attività. Spina dorsale: filón ’dla schén’na, càna. Se questa è di vetro è rigida e non permette di flettersi: un’iperbole fantasiosa e interessante.

12.08.2022
con il contributo di

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